A Palermo i negozi chiudono ma il sindaco Orlando pensa alle Regionali (tra l’altro con un progetto già fallito)


Un altro negozio chiude in viale Ruggero Settimo, a Palermo. Si tratta di Promod. Le saracinesche si abbasseranno definitivamente sabato prossimo e per il personale non ci sarà alcuna possibilità di collocazione altrove. Insomma, siamo di fronte all’ennesimo dramma lavorativo in città.

Le cause? “La crisi economica internazionale e la difficile congiuntura nazionale hanno inciso negativamente sull’attività e sui risultati economici della società e i prezzi elevati dei canoni di locazione attualmente offerti sul mercato immobiliare del settore, non consentono di ricercare un altro locale per riassorbile il personale in esubero“. Così l’azienda ha motivato la decisione della chiusura.

Si sa, ogni qual volta un’attività smette di operare si configura un danno per l’intero tessuto economico e sociale: perdere il lavoro significa affrontare problemi personali e familiari non di poco conto, soprattutto in una città dove il tasso di disoccupazione è esasperante.

Nel frattempo, però, il sindaco Leoluca Orlando ha altro a cui pensare: replicare il già fallito Modello Palermo alle Regionali. Anziché occuparsi di una città complessa come Palermo, dove le opportunità lavorative sono sempre meno, il primo cittadino preferisce fare da intermediario nel centrosinistra per comporre una coalizione ‘civica’ solo nella facciata.

Sì, perché al Consiglio Comunale, insediatosi da pochi giorni, il tanto sbandierato ‘civismo democratico‘ è finito nelle soffitte di Palazzo delle Aquile: la coalizione che ha portato al successo il sindaco (grazie a una legge elettorale che gli ha permesso di vincere con il consenso di meno della metà dei palermitani) ha assunto una connotazione partitica.

Il PD – che alle amministrative si era fuso con gli alfaniani – è tornato ad essere PD. Lo stesso, di conseguenza, ha scelto di fare Alleanza Popolare con l’unico consigliere Francesco Paolo Scarpinato. Lo stesso discorso vale per la lista Uniti per Palermo che, tolta la maschera civica, ora ha ripreso le sembianze di Sicilia Futura, ovvero il movimento guidato da Totò Cardinale.

Insomma, Orlando ha provato – senza successo, a quanto pare – a replicare lo stratagemma elettorale delle Amministrative alle Regionali, pur avendo dimostrato che si è trattata solo di un’operazione di facciata, dove i partiti non sono mai scomparsi ma si sono (malamente) nascosti.

Beh, davvero bizzarra l’ostinazione di riproporre un modello che nel Consiglio Comunale ha già mostrato di essere solo pura e semplice apparenza, non trovate?

Consigliamo al sindaco di lasciare perdere le Regionali. Si occupi della città, delle famiglie che non hanno più un lavoro su cui basare la propria sopravvivenza, anziché della smania di essere protagonista a tutti costi della politica isolana. Ammesso che sappia davvero come si fa.

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