Armao: “Sanità, legalità e ambiente: ecco la nostra ricetta per il rilancio della Sicilia”


 

“I servizi sociali e sanitari vanno riqualificati e razionalizzati, orientati all’utenza, favorendo le aree disagiate e decentrate coniugando i risparmi di spesa con l’effettività della tutela della salute“.

Così Gaetano Armao, vicepresidente designato della Regione Siciliana del centrodestra e leader del Movimento dei SicilianIndignati.

In particolare – ha aggiunto Armao – se il Servizio sanitario regionale equo ed universalistico costituisce una conquista sulla quale non si faranno passi indietro, va parimenti sostenuta la sanità ospedaliera pubblica e privata, specialistica e non, convenzionata interna ed esterna, avendo particolare riguardo alle aree interne, montane ed alle isole minori“.

La nuova rete ospedaliera – ha proseguito il leader dei SicilianIndignati – andrà rafforzata, tenendo in adeguata considerazione le aree interne e montane, ma soprattutto le isole minori. La Sicilia se vuole attrarre nuovi siciliani, in particolare di terza età, e turisti stanziali dovrà garantire un’adeguata e capillare assistenza“.

Per quanto concerne il tema della legalità, per Armao “la lotta al clientelismo, alla corruzione ed alla criminalità organizzata che hanno umiliato ed impoverito questa straordinaria terra debbono proseguire senza sosta e trovare nell’amministrazione sostegno e garanzia. Occorre pretendere in chi amministra competenza, professionalità, procedure celeri e trasparenza totale, lavoro vero, crescita sostenibile e rispetto dei diritti sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto. In questo senso andrà la riforma dell’amministrazione di cui si diceva prima. I siciliani hanno diritto di vivere sicuri e le istituzioni debbono proteggerli. La sicurezza va garantita soprattutto ai più deboli, agli anziani, nelle periferie“.

Sul fronte della tutela dell’ambiente, il vicepresidente designato della Regione Siciliana ha affermato che “punteremo ad una tutela attiva dell’ambiente e del territorio, non paralizzando, ma stimolando gli investimenti. In questo senso gli interventi in agricoltura e nella riqualificazione delle coste sono il miglior antidoto al dissesto idrogeologico, alla desertificazione, all’erosione ed all’inquinamento. Occorre un grande piano di interventi che metta in sicurezza i siciliani e valorizzi il territorio, che tuteli il patrimonio naturale e paesaggistico, ma nel contempo dia certezze a chi vuol investire per creare impresa e lavoro“.

Le energie rinnovabili sono la nuova frontiera per la Sicilia – ha concluso Armao – Occorre potenziarne la dotazione diminuendo l’impatto ambientale e rafforzando la potenza prodotta. In tal senso occorre rivedere il piano energetico in modo da assicurare agli investimenti tempi sicuri. L’Isola ha registrato una crescita nel numero degli impianti (44.199 nel 2015) e nella potenza installata (1.308 Mw), ma anche una contrazione della produzione lorda (1.809 Gwh). In Sicilia, infine, si può aprire subito all’autoproduzione e distribuzione locale di energia da fonti rinnovabili ed alla piccola cogenerazione“.

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